Mostra “Immagine donna” 2008

Mostra “Immagine donna” 2008

IMMAGINE DONNA: 1875-2008 tre secoli al femminile.

Una mostra di cartoline, fotografie, pubblicità dal 1875 ad oggi. Curata da Renzo Monateri, Giovanni Bandirali e Pino Pezza

8 – 16 marzo 2008 – CRESCENTINO Piazzale IX Martiri – Salone Polivalente

Sabato 8 marzo: annullo filatelico speciale della manifestazione su quattro cartoline d’artista realizzate per IMMAGINE DONNA da Maria Giulia Alemanno

In collaborazione con:
Gruppo Sportivo Sorin, Saluggia, Angolo Cornici di Graziano Prola, Borgo d’Ale, Ferramenta Bich e Cortese, Crescentino

IMMAGINE DONNA: 1875-2008 tre secoli al femminile.

Appartengono tutte a collezioni private le fotografie, le cartoline, le immagini pubblicitarie che per la prima volta vengono esposte a Crescentino dall’8 al 16 marzo nel Salone Polivalente di Piazzale IX Martiri.
Promossa dalla Città di Crescentino Assessorato alle Manifestazioni e Presidenza del Consiglio e dalla Provincia di Vercelli, curata da Renzo Monateri, Giovanni Bandirali e Pino Pezza la mostra che riunisce il Femminile di ben tre secoli, è un viaggio nella Storia ed al contempo una passeggiata in compagnia di donne che la Storia l’hanno attraversata affidandocene la memoria ed il racconto.

L’esposizione, di respiro internazionale, ci offre la preziosa documentazione dei primi passi mossi nel mondo della pubblicità, sul finire del XIX secolo, da illustratori memorabili. Cuore dell’immagine e del messaggio è sempre la donna: sinuosa come un fiore liberty quella di Alphonse Mucha per un profumo di Parigi, raffinata e discreta quella scelta da Adolfo Hohenstein per i tesori di un noto gioielliere milanese, simbolista quella a cui Giovanni Mataloni nel 1886 affida la promozione dell’ innovativa lampada a petrolio ad incandescenza. E’ dello stesso anno il cartello da banco creato per l’Esposizione Internazionale del Manifesto da Henri de Toulouse Lautrec, artista straordinario e primo genio della comunicazione: la sua modella, dalla prua di una nave, sembra guardare al futuro. Cambiano i tempi e cambiano le linee: il languore della dannunziana figura di Marcello Dudovich del 1909 è un ricordo lontano per Gino Boccasile le cui donne negli anni 50, sia che pubblicizzino olio extra vergine, yogurt o borotalco, hanno tutte le forme sinuose e provocanti delle pin –up. Fonte inesauribile d’ispirazione il cinema americano ma anche e soprattutto l’ Italia del dopoguerra, con la sua voglia di rinascita, la sua nuova energia, il desiderio di libertà.

“La donna nella pubblicità” non è che una delle tante sezioni tematiche di IMMAGINE DONNA, ognuna concepita come una sequenza temporale che ci introduce alla scoperta dei profondi mutamenti di costume, di gusto e di estetica verificatesi dall’ottocento ad oggi. “Donne e Montagna”, “Donne e Laghi”, “Donne e Moda”, “Donne, Auto, Moto e Biciclette” “Donne ed Esposizioni”, “Donne, vini e Liquori”,costituiscono le circa mille tessere di un grande mosaico che cattura, incuriosisce, coinvolge.

E’ il 1906 quando a Berlino vengono pubblicate le sorprendenti sperimentazioni di B.J.Falk, fotografo in New York, che esperto nella nuova arte del fotomontaggio e del ritocco, riunisce in un’unica immagine cinque ragazze sognanti. Pittura e fotografia s’incontrano anche nelle cartoline di Fortunato Ghio: sono del 1928 i suoi ritratti fotografici di una giovane parigina, poi dipinti e ritoccati con l’aggiunta di una collana di perle ed una ghirlanda di rose.
Il mondo della moda ispira artisti e creativi in ogni angolo della vecchia Europa. Dalla Francia alla Prussia, all’Italia , è inarrestabile il susseguirsi di cappelli ed acconciature che con vorticosa innovazione scandiscono il tempo ed il cambiamento. Le lunghe chiome raccolte in elaborati cappelli a tesa larga, proposte in una cartolina del 1891 sono ormai polverosi ricordi da soffitta per le signore dipinte da Tito Corbella nel 1916. Labbra rosso fuoco ed occhi bistrati, giocano ora con una moda che le vuole maliarde ed insieme consapevoli. I capelli corti avvolti in foulards stravaganti, testimoniano la volontà d’emancipazione di una donna nuova che sceglie e decide di essere protagonista del proprio destino.

Anche i mezzi di locomozione che attraversano il XX secolo vengono valorizzati dalle presenza delle donne. Che si tratti della Sei Cilindri dipinta da Ahré nel 1929 o della Vespa di Franco Mosca del 1950, l’immagine femminile è immancabile . Se una ricca signora pubblicizza la prima, per la seconda viene scelta la ricchezza delle forme di una ragazza in bikini. Nel 1965 è l’attrice Jayne Mansfield la testimonial della nuova Lambretta175, mentre nello stesso anno l’illustratore Rene Gruau associa la teatrale eleganza di una femme fatale alla Maserati, gioiello della tradizione italiana.
Idealmente, nel percorso della mostra, ci si sposta al mare ed in montagna. Nel 1920, come due Cenerentole, le fanciulle di Jary J. Cart si avviano in carrozza nella notte fatata di Montecarlo, nel ‘29 la giovane atleta di Lionetto Capiello piroetta leggera sui ghiacci di Chamonix… e sono ancora le donne ad accompagnarci a teatro o ad aprirci le porte degli studi dei grandi pittori francesi del ‘900. Le modelle di A. Penot posano in preziose cartoline acquerellate a mano e quelle di Suz.Maunier, mimano per un piccolo Pierrot i sette peccati capitali.

Una sezione della mostra è riservata all’abbigliamento.

Abiti di diversi periodi ed una curiosa collezione di bottoni contribuiscono a ricreare atmosfere ed arricchire la narrazione.

Di grande significato ed interesse per il territorio vercellese è la collezione di cartoline dedicate alle mondine. Curve in risaia, intente alla monda o al taglio del riso, in posa lungo le corde come attrici di Riso Amaro, raccontano di un mondo scomparso, della fatica del lavoro, dei canti e delle lotte per una vita più degna. Al loro confronto, le piccole “donne immagine” di oggi appaiono come flebili luci destinate a spegnersi presto.

Ma per IMMAGINE DONNA anche questa è Storia.

Maria Giulia Alemanno

La mostra dopo Crescentino è stata presentata nel mese di agosto a Varallo Sesia, a settembre a Guardabosone ed a ottobre a Vercelli.

 

Pittrice e giornalista, MARIA GIULIA ALEMANNO è stata allieva e collaboratrice del maestro Francesco Tabusso. Laureata in Lingue e Letterature moderne, si è diplomata in Giornalismo e Grafica Pubblicitaria. Ha scritto ed illustrato per l’editrice la Stampa ed è stata responsabile del settore artistico di Torino Magazine . Oltre che in Italia, le sue opere sono state esposte in mostre personali e collettive negli Stati Uniti, Canada, Messico, Argentina e Cuba. Vincitrice del Premio Nazionale Smemoranda, del Premio “Roma -Artista dell’anno 2000 e del Premio Cesare Pavese a Santo Stefano Belbo, ha realizzato nel 2001 e per le successive edizioni di Piazza Profana, la scenografia della Rappresentazione di San Rocco al Forte di Exilles. Le dodici tavole originali per complessivi 22mq, da cui è stato tratto il manifesto, sono ora esposte al Folk Club di Torino. Vive e lavora a Torino, dov’è nata, e a Crescentino tra le risaie del vercellese, terra di acqua, di fuoco e di vasti orizzonti che invitano all’avventura. Da lì é partita per molti viaggi fino a giungere a Cuba dove ha avuto inizio la sua ricerca nel mondo della Santería, il culto sincretico radicato nell’isola caraibica a cui nel 2003, nell’ambito della rassegna Teatri di Confine curata dal Faber Teater, dedica cinque mostre personali in Piemonte e una serie di venticinque cartoline. Nel gennaio 2004, in occasione del VIII Convegno Scientifico di Antropologia Sociale e Culturale in onore di Fernando Ortiz, organizzato del Museo Casa de Africa , espone un corpo di trenta opere nel Convento di San Francisco a L’Avana, a cui fanno seguito altre due personali al Taller del Papel Artesanal e alla galleria MerceditaValdés. A Cuba, dov’è considerata la principale artista europea di Santería, ritorna nel gennaio 2005, invitata dall’Oficina del Historiador de La Ciudad de LaHabana ad esporre al Museo Alejandro de Humboldt il grande ciclo pittorico Mis Orishas. E’ dello stesso anno la personale alla Thomson House di Montreal, dove suoi lavori si trovano in esposizione permanente nello show room Beaux Arts David Astrof, gallerista che la rappresenta in Nord America. Nel 2007 porta a Cuba il grande ciclo pittorico “Yemayá y sus siete caminos” dedicato alla divinità dell’acqua di mare , che viene esposto nella Casa Museo de La Obra Pía, nella Fortezza del Morro, all’Istituto Nazionale di Antropologia a L’Avana e nella galleria Concha Ferrant di Guanabacoa. A maggio la mostra MIS ORISHAS viene presentata per la prima volta in Italia nelle sale di Villa Burba a Rho (Milano) e ad ottobre al Museo Nazionale Preistorico Etnografico “Luigi Pigorini” di Roma. Nel gennaio 2008 la città di Matanzas organizza una sua mostra personale negli spazi dell’ Unión de los Artistas Cubanos ed un gruppo di stilisti e creativi di L’Avana le dedica una sfilata di costumi ispirati alle sue divinità, decretandone l’ appartenenza al mondo artistico di Cuba. A marzo, per l’esposizione di IMMAGINE DONNA a Crescentino realizza il manifesto e la serie di cartoline “ Quattro Stagioni. ” Una mostra virtuale delle sue opere è visitabile sul sito: www.mariagiuliaalemanno.com

“L’ispirazione non conosce confini” mi ha detto un giorno un’anziana signora di Cuba dagli occhi più profondi dell’ oceano. Per questo ho voluto che i lunghi capelli di una donna diventassero il mare in cui naviga il veliero dei nostri pensieri, un susseguirsi verdeazzurro di onde che incorniciano un profilo di sirena o di polena, che é forse anche quello di Yemayá, la Grande Madre, regina dell’acqua salata, nel cui ventre ruota l’universo.
Mi piace immaginare che Yemayá , avventurosa e libera, abbia scelto di abbandonare per un attimo i caldi fondali dei Caraibi per conoscere le acque basse delle mie risaie ed incontrare le donne che abitano gli altri luoghi della mia fantasia e della mia infanzia, i miei mari a quadretti, le mie colline ondulate.
Cuba ed il Piemonte, L’Avana e Crescentino.
Magicamente, Yemayá da noi scopre la tavolozza delle “ Quattro Stagioni ”: i verdi teneri della primavera, le estati gialle di grano, i rossi dell’autunno ed il bianco della neve in risaia, mai neppure sognata.
E’ sullo sfondo della Rocca di Verrua Savoia che la Grande Madre abbraccia le donne della mia terra e con loro, serena, sorride.
Maria Giulia Alemanno

Pittrice e giornalista, MARIA GIULIA ALEMANNO è stata allieva e collaboratrice del maestro Francesco Tabusso. Laureata in Lingue e Letterature moderne, si è diplomata in Giornalismo e Grafica Pubblicitaria. Ha scritto ed illustrato per l’editrice la Stampa ed è stata responsabile del settore artistico di Torino Magazine . Oltre che in Italia, le sue opere sono state esposte in mostre personali e collettive negli Stati Uniti,  Canada, Messico, Argentina e Cuba. Vincitrice del Premio Nazionale Smemoranda, del Premio “Roma -Artista dell’anno 2000 e del Premio Cesare Pavese a Santo Stefano Belbo, ha realizzato nel 2001 e per le successive edizioni di Piazza Profana, la scenografia della Rappresentazione di San Rocco al Forte di Exilles. Le dodici tavole originali per complessivi 22mq, da cui è stato tratto il manifesto, sono ora esposte al Folk Club di Torino. Vive e lavora a Torino, dov’è nata, e a Crescentino tra le risaie del vercellese, terra di acqua, di fuoco e di vasti orizzonti che invitano all’avventura. Da lì é partita per molti viaggi fino a giungere a Cuba dove ha avuto inizio la sua ricerca nel mondo della Santería, il culto sincretico radicato nell’isola caraibica a cui nel 2003, nell’ambito della rassegna Teatri di Confine curata dal Faber Teater,  dedica cinque mostre personali in Piemonte e una serie di venticinque cartoline. Nel gennaio 2004, in occasione del VIII Convegno Scientifico di Antropologia Sociale e Culturale in onore di Fernando Ortiz, organizzato del Museo Casa de Africa , espone un corpo di trenta opere nel Convento di San Francisco a L’Avana, a cui fanno seguito  altre due personali  al Taller del Papel Artesanal e alla galleria MerceditaValdés. A Cuba, dov’è considerata la principale artista europea di Santería, ritorna nel gennaio 2005, invitata dall’Oficina del Historiador de La Ciudad de LaHabana ad esporre al Museo Alejandro de Humboldt  il grande ciclo pittorico Mis Orishas. E’ dello stesso anno la personale alla Thomson House di Montreal, dove suoi lavori  si trovano  in esposizione permanente nello show room Beaux Arts David Astrof, gallerista che la rappresenta in Nord America. Nel 2007 porta a Cuba  il grande  ciclo pittorico “Yemayá y sus siete caminos” dedicato alla divinità dell’acqua di mare , che viene esposto  nella Casa Museo de La Obra Pía, nella Fortezza del Morro, all’Istituto Nazionale di Antropologia a L’Avana e nella galleria Concha Ferrant di Guanabacoa. A maggio la mostra MIS ORISHAS viene presentata  per la prima volta in Italia nelle sale di Villa Burba a Rho (Milano) e ad ottobre al Museo Nazionale Preistorico Etnografico “Luigi Pigorini” di Roma. Nel gennaio 2008 la città di Matanzas organizza una sua mostra personale negli spazi dell’ Unión de los Artistas Cubanos ed un gruppo di stilisti e  creativi di L’Avana le dedica  una sfilata di costumi ispirati alle sue divinità, decretandone l’ appartenenza al mondo artistico di Cuba.

A marzo, per l’esposizione di IMMAGINE DONNA a Crescentino realizza il manifesto e la serie di  cartoline “  Quattro  Stagioni. ”

Una mostra  virtuale delle sue opere è visitabile sul sito: www.mariagiuliaalemanno.com

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